bianco candore

il candore del tuo sorriso, illuminato dal riverbero del lago. il vestitino bianco, che con il rame dei tuoi capelli ti avvolge di un aurea senza tempo. ridi e godi del nostro stare insieme, con una serenità che pare davvero provenire da noi, mamma e papà. il caldo dell’estate e la gioia per aver catturato la codina. quante cose insieme. quante gioie da mischiare e rileggere. poi. sei esausta, il tuo respiro pesante mi accompagna per le prime ore della notte. una serata speciale. grazie per la compagnia.

 

sfida

Mi guardi con sfida. Nessuno dei due vuole mollare. Poi un giorno, poi due, poi noi, insieme. Leggeri e uniti. Sei stanchissima…quante ne hai fatte…e quel raffreddore lì…nel tuo letto nuovo. Naso naso, assaporo il profumo del tuo fiato, mentre tom&gerry ti accompagnano nella notte. Buona notte amore mio. Sognami se ti va. Domani è un’altra indimenticabile avventura. Un’altra intrigante sfida.

 

Insomnia

Mi giro tra le lenzuola, attento a non fare troppo rumore. Il lieve senso di colpa per essermi lasciato schiacciare dal nervosismo. Non dormi nemmeno tu, e credo nemmeno la mamma. Sono serate complicate, dove è difficile riconoscere il limite tra comprensione ed autodifesa.

Silenzioso, a modo suo, Tez si arrampica per le scale ed invisibile ci gira intorno. Come a controllare se almeno noi siamo riusciti a prender sonno. Nemmeno lui riesce a dormire stanotte, strana notte. Dal buio della  tua cameretta spezi il silenzio con un sottile “mamma…Tez è venuto qui…”; “…dormi tesoro, dormi…” – la mamma…

Lentamente prendo sonno, quando tre sirene distinte, tanto assordanti quanto allarmanti, corrono sotto casa nostra. Anche Tez si allarma, al punto da emettere per ogni passaggio strazianti ululati. 1, 2, 3 ululati! Guardo l’ora, 03:38!!! Com’è possibile? Una congiura! Domani mattina non riuscirò ad alzarmi, già lo so. Forze del male, anime sconosciute, lasciatemi in pace. Lasciate dormire. O sennò MANGIATEMI!!!

Ore 05:48. Sottile e penetrante. Un lieve lamento da in fondo le scale: “Tez…che c’è?”. Gira su se stesso, facendomi capire che vorrebbe tanto uscire: pipì. 1, 5, 8 minuti!!! ma quanto cazzo hai bevuto stanotte?! Ora però basta! Tra poco più di un’ora e mezza è giorno, e non ho ancora chiuso occhio! Forze del male date un senso a tutto questo: torturatemi.

Mi stendo, sempre più attento a non far rumore. Mi copro col piumone fino alla testa. Nessuno potrà minacciare i miei ultimi spiccioli di sonno. Sei sveglia: “Mamma!”. Mi domando chi devo aver ucciso ieri sera per meritarmi tutto ciò. “Che c’è Ali?” rispondo… “NOOOO!!! VOGLIO LA MAMMA!!!!!!!”. Assordante. Probabilmente non ricordo ma ho ucciso qualcuno di molto influente, per meritarmelo…

Ore 05:23. “mamma…posso venire nel lettone?”. Sei già qui, penso tra me e me, devi solo scavalcare… Non so come ma riesco a prendere sonno per qualche secondo. 

Ore 06:04. Un colpo d’ascia dal nulla mi colpisce nel fianco: “ele! stai russando…”

Ore 07:00 Driiiin…

re, principesse e stregoni

Notti insonni. Le gengive ti fanno male. A guardarle così non capisco come tu possa sopportare un dolore simile. La febbre sale, le tue guanciotte sembrano palloncini di fuoco. I tuoi occhi lucidi, dolci, teneri, indifesi. Un rantolio dal profondo della tua gola ti fa sembrare un cucciolo di leone che fa le fusa. Accetti con serena rassegnazione ogni nostra attenzione. Medicina, acqua, spremuta. Ti svegliamo in piena notte e penserai che in fondo ci sarà un motivo, e seduta sul letto, con gli occhi stropicciati dalla luce attendi paziente la tua sorte. Si stringe il cuore vederti così.

Ma io sono il tuo RE, e cavalcherò il mio cavallo giorno e notte, se sarà necessario, per trovare l’anziano stregone che preparerà per te la pozione magica che ti risolleverà. Sei la mia principessa, e quel che conta è il tuo sorriso. 

strade

L’estate entra torrida dal finestrino, mentre sale insopportabile il desiderio di scrivere. Raccontare di me, di tutto quello che tutto intorno mi colpisce e mi stupisce. Sento la vita entrare nelle vene; sento il mondo che mi sta comunicando qualcosa. Le luci di un aereo in cielo mi aiutano a sognare mentre la mia musica, dall’autoradio, mi aiuta a respirare. E’ notte, è buio e piccole luci bianche mi abbagliano. E’ la mia vita dipinta tra le note di una stazione radio trovata per caso. E’ che è tardi e le bollicine del vino ancora solleticano le mie narici. E’ che in notti come queste non smetteresti mai di vagare a vuoto, tra le strade della tua vita, che ti hanno portato fino a lì, fino alla culla di una bimba che ti ha sconvolto l’esistenza. 

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in esilio

Passeggio per casa a piedi nudi con le venature del legno che solleticano i talloni. Il buio ed il silenzio soffocano la notte che sta per arrivare. Tutto è al suo posto ma nulla è come dovrebbe essere. Mi avvicino al tuo lettino vuoto, vi guardo dentro, quasi speranzoso di una miracolosa sorpresa. La seconda metà del mio letto è intonsa e l’unica e ultima sigaretta della giornata sul balcone mi aiuterà forse a convincermi della mia solitudine. Pensarvi al mare, tu e mamma, mi rasserena e mi spaventa. Ma va bene così.

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Mi sento esule in casa mia…

la notte del gallo

E’ tardi. E’ notte. Fa un caldo strano. Un gallo lontano da qui canta ma sono solo le 3. Mi corico sul balcone e lascio che la brezza leggera mi solletichi la schiena. Guardo le stelle giocare nel buio e mi chiedo cos’è cambiato. Quanto tempo è passato da quando mi bastava osservare le stelle in cielo per sognare? Quanto lontano deve essere ormai l’orizzonte per sentirmi libero?

“Non so se riuscirò più a prender sonno stanotte” penso tra me e me pochi istanti prima di addormentarmi…

ancora…

Il giorno è il tuo giorno, ora. Dormi sempre meno, osservi, giochi, assorbi vita dai tuoi occhi blu. E diventi grande. Me ne accorgo quando ti guardo dall’alto del lettino. Piangi, perchè dondola poco, non tanto quanto la carrozzina, e a poco servono la buona notte dei pupazzi intorno a te: Latino, Alice, Anghel e Pierino il pesciolino. Vorresti rimanere sveglia, perchè tanto ancora c’è da vedere al mondo. E nessuno ancora ti ha spiegato che il baratro buio e nero della notte durerà solo poche ore!

Ma ora dormi, principessa, perchè solo così domani potrò trovare la mia ragione di vita, quando, svegliandoti, mi augurerai buon lavoro con quel sorriso tutto guance e gengive. E ti consegnerò a mamma, che ti accudirà, ti nutrirà, si prenderà cura di te, ancora. E poi ancora…

novegennaioduemilanove. part III

Torno a casa.

Il pagliaccio Ronald McDonald mi aiuterà a raccogliere un pò di energie e calorie (forse troppe): McBaconBigtastymenùmedioconcocasenzaghiaccio = 6.70 euri.

Quindi: McDonald sul divano, Tezzuia arrotolato sul suo cuscino che annusa e chiede lei dov’è (non sa ancora che da oggi in questa casa ci saranno due LEI), partita NBA alla tv, l’albero di Natale spento (ormai se n’è andata ache la befana)!

L’ultimo rutto, liberatorio, e con la testa appoggiata al cuscino del bracciolo lascio che Morfeo si impadronisca dei miei sensi. Gioco-Partita-Incontro. Tutto si spegne, nella più silenziosa ed inspiegabile solitudine che abbia mai provato. Mi mancate, tu e la mamma, ma questo già lo sapete…

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Mi sveglia un canestro di non so chi, ma non è la partita di prima. E’ un’altra partita. Sono sul 67 a non so quanto per non ricordo chi. Ma che ore sono? Le 05 e 27!!! Che notte assurda!!!

Seguìto da Tezzuia assonnato ed imbronciato me ne vado a letto a spender nel miglior modo possibile le ultime 2 ore di questa strana notte prima di raggiungere la mia regina e la mia principessa; io, re del castello, la corona appoggiata sul comodino, il cane reale coricato sulle ginocchia, dormo, stradormo, iperdormo, supermaxidormo. Sul mio immenso trono.

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Le notti da solo un pò fanno pura e un pò fanno sognare. A quello che sarà, con te qui, in questa casa, in questa stanza…

L’ospedale per i prossimi 4 giorni sarà il nostro resort. Caldi e confortevoli bungalow nel più incredibile dei viaggi. Servizio a 5 stelle lusso, e a parte qualche minestra scotta, la mamma finalmente può sprofondare in un paio di gustosissime fette di prosciutto crudo, dopo un astinenza che la penitenza della gravidanza le ha imposto.

Giornate intense, visite aspettate ed inaspettate; tutti a rendere omaggio a te, principessa, nuova vita su questa terra sonnecchiosa.

La mamma lentamente sta superando la tristezza iniziale per aver dovuto rinunciare ad un parto naturale. Perchè cos’è stato? Ci domandiamo. Un parto innaturale?! Da qui la consapevolezza di una comunicazione sbagliata, di tante parole dette e sentite dire senza un senso, senza una consapevolezza del loro reale peso. Parole con l’unico scopo di portare la gente (io e mamma) a sognare di eventi epici e romanzati, ma che di romanzo hanno ben poco, nascondendo una realtà, questa è la nostra esperienza, che coinvolge la metà delle mamme. Il cesareo non è un parto di riparazione, ci ripetiamo; è stato l’unico modo possibile per metterti al mondo. E allora a che servono tutti quei quadretti, tutte quelle chiacchiere e addirittura tanti sensi di colpa? Probabilmente a qualcuno servono…