un luglio non qualunque

Difficile dire la reale portata di quel balcone. Certo oggi, su qualche quotidiano si sarebbe potuto leggere “sfiorata la tragedia”Il caffé é pronto, le bollicine saltellano nei fegati agitati. Qualcuno dice “la realtà non esiste”, avvallando la visionaria teoria di un artista cileno e di tre monete cinesi. Qualcun altro si prepara a rollare la seconda, no la terza, “dai l’ultima”. Qualcun altro ancora, che da quel divano proprio non si schioda e pare non poter cambiare espressione nemmeno sotto tortura. Le lanterne di Rapunzel lasciano intendere che nonostante tutto e tutti il cuore é altrove, a casa con i nonni, ma il resto, tutto il resto, si inerpica in storie e racconti dal lieto fine, a costo di elevare la foga di un voltaggio superiore. Next level! Troppo alto, troppo tardi. Del resto c’é chi l’affitto domani lo dovrà pagare. Uomini e donne, giovani ieri; oggi forse adulti…forse? Il ghiaccio va sbriciolato, tranne quello per terra, che scivola dalle mani, al di là di ogni imperativo dibattito. Le sedie dell’ikea, ma non x tutti; portata massima 100 kg. E chi se la piglia poi non la molla nemmeno a morire.

Sguardi e voci che si intrecciano, e ribollono, nella piú calda notte di un luglio NON qualunque.

 
Ma gli occhi!
Li aveste visti quegli occhi. 
Quantomeno da un altro punto di vista.
Quantomeno dal mio.
L’indignazione la lasciamo ad altri. Qui si arriva a fine mese e poi chissà. 
Davvero! Il fuoco arde ogni cosa, ed il friggere delle paure per chi certezze ormai non ne ha: tutto é un rischioso salto nel vuoto. Un banging jumping tanto insensato ed elettrizzante quanto pericoloso, con i piedi legati, appesi ad un filo del quale ormai non sappiamo piu che farcene.
Quegli occhi che dicono tutto il resto. Sogni e disillusioni per volare oltre, perché mai come ora, quegli occhi si sentono lasciati soli. Il destino non c’entra, e forse nemmeno la fortuna. Qui si tratta di trovare la svolta, da soli, perché quelli là, lassú, una mano mica ce la danno.
La precarietà non é una condizione, ma ormai un sentimento comune, che condiziona progetti e speranze, dal quale proprio non é possibile prescindere.
Quegli occhi le ali ancora non le chiudono, perché qui, cosí, non ci si puó stare, a meno che non ci si lasci schiacciare a terra.
E allora per Dio, NON SPEGNETECI QUELL’ENERGIA!
Perché se un giorno ricorderemo quel balcone, lo faremo sentendo ancora l’elettrizzante entusiasmo che quegli occhi hanno acceso in una torrida notte di un luglio NON qualunque. Nonostante tutto!