trilly

dall’acido candore di un isola, alla normale scansione dei giorni. tutto torna normale ma tu sei diversa. cresciuta certo, ma come. sempre più tu, sempre più piccolo mondo autonomo. e più la tua personalità prende forma, più mi rendo conto di quale complesso meccanismo intrecci esperienze e pensieri nella creazione di una coscienza. un pò tu, un pò noi, un pò tutto quello che ti sta intorno.

meraviglia del mio cuore. ceniamo davanti alla tv (tata lucia capirà) trattenendo l’entusiasmo nel vedere trilly ficcarsi in un mare di guai. ti osservo seduta sul divano, con il sorriso che ti solleva gli angoli delle labbra. la tua schiena, i tuoi occhi. l’unicità di questi momenti non li posso nemmeno raccontare. non capirebbero. in silenzio, sorseggiando l’ultimo bicchiere mi domando se anche questa volta trilly se la caverà…

Su e giú

leggera come l’aria che respiri. Tutto é diverso quaggiú, il mare, il vento, la gente. Ti liberi da ogni limite e come noi ti insinui in ritmi di vita completamente diversi; qui tutto si puó fare, tutto si puó chiedere. Mangi quel che c’é, dormi dove capita, l’acqua del mare ancora non ti convince, ma cavolo se ne fai!
É stupefacente sentirti parte di noi, dentro di noi, in ogni cosa che facciamo. Una nuova macchina ci porta in giro per un isola incantata e ad ogni angolo sorprendente. E tutti quei “gattini”… Forse non ricorderai di essere stata qui, ma quando te lo racconteremo ricorderemo la simbiosi che ci ha unito. Buona vacanza mia piccola viaggiatrice!

il resto

ascolto la musica. quella giusta. quella che entra dentro.

penso a noi. a quello che stiamo diventando. guardo nel buio, cercando i miei errori, con la profonda speranza di non far più danni di quanti ne ho già fatti.

un viaggio che ci aspetta, per viverci dentro, per escludere il resto.

già, il resto. come posso fare per limitarne il peso? un tentativo. chissà se basta.

non so.

poi guardo l’orologio. e scopro che il resto è lì, a scandire le mie gioie.

poco. troppo poco. giusto il tempo di una canzone…

la prima estate

caldo. finalmente la casa esce in giardino. finalmente 2 stracci e sei vestita. caldo caldo. i sandaletti che lasciano lo sporco tra le dita. i mille lividi sulle ginocchia, rimediati a scuola, ben in vista. caldo. le tue gambe leggere. il gelato e l’aperitivo. due patatine e sei sazia. caldo caldo caldo. i capelli lunghi sul collo che solo a vederli danno fastidio a me. il carattere sempre deciso: a volte ostile, a volte angelico. caldo caldo. i tuoi milioni di giocattolini: il gattino, il cavallino, il cagnolino…tutto ino. i cartoni ma neanche tanto, solo per qualche capriccio. nemmeno le caramelle. difficile al mattino svegliarsi. caldo caldo caldo. corri, e sei grandissima. dormi e sei lunghissima. caldo. mi aiuti ad innaffiare. poi mi chiedi qualcosa e scopro che sei piccolissima. ogni cosa ti stupisce. giusto un attimo, poi sei già stufa e vuoi cambiare. cambiare sì, ma solo se lo decidi tu. caldo caldo. al ristorante ci stai volentieri. basta un brindisi. qualche muso, tanto per farci capire che ci sei. eccome. caldo finalmente.

momenti

timida e maliziosa ti metti a ballare facendo dondolare le braccia. ti guardi intorno attenta al ritmo. corri, tenendo ben stretto il cavallino rosa che rappresenta per te molto più di un premio. semmai la consapevolezza dell’essere ormai grande. non esageri sapendo di non poter chiedere di più, e ci ringrazi, con imbarazzo, per i giochi che ti divertono tanto. da sola in giardino imitando le voce dei tuoi personaggi. mi parli trattenendo il mio viso tra le tue manine.

ogn’uno di questi momenti valgono quanto una vita intera! te lo giuro!

prima per i nonni

buio tutt’intorno. l’emozione è quella delle grandi occasioni. i nonni, con gli occhi illuminati dalle luci del palco, attendono commossi. entri sul palcoscenico, con quell’espressione contrita di quando, con attenzione, sei concentrata a non sbagliare; come quando colori con i pennarelli attenta a non uscire dalle righe. il palco è enorme al tuo cospetto. le trecce che cadono sulle spalle, la camicia a scacchi. sei la più bella taglialegna che il mondo abbia mai visto. e nient’altro nell’universo potrà rendermi più orgoglioso e soddisfatto. gli occhi si bagnano; a fatica trattengo il fiato per non muovermi, per non traballare durante le riprese. lo zoom si chiude e scorre su di te, solo su di te. solo tu ed io. la mamma, in lacrime, sotto il palco cerca di farsi notare da te, per tenerti tranquilla. ma non c’è bisogno. sei a tuo agio, sei tranquilla.

poi la canzone tutti in coro, in piedi al fianco della maestra, a squarciagola. mi sembra di sentirti in mezzo ad altre 99 voci: stonata, impegnata, stridula.

meraviglia della mia vita. ogni giorno è un giorno in più. e non sempre, purtroppo, riesco a capirne l’importanza.