…bianco

Domenica mattina. Noi tre svegli; fuori il sole cerca di farsi spazio tra le nuvole. Il candido profumo del piumone si incendia ai primi raggi di sole che entrano dalla finestra. La colazione appena consumata appoggiata sul comodino libera ancora profumo di caffè e biscotti. La bianca luce serena del mattino illumina la tua felicità mentre appoggiata con la schiena sul cuscino ti lasci abbracciare dal calore di un amore immenso, che a fatica mamma ed io riusciamo a trattenere.

impronte

Il tempo che corre e mi convinco che non tornerà.

Ti guardo sulle ginocchia della mamma e mi accorgo di quanto sei cresciuta e di quanto cresci.

Così capisco che sei una persona. Già, una persona. Sembra banale ma non lo è. Il tuo carattere ti rende unica e il tuo viso è una mescolanza di tratti che portano il segno della storia, della tua storia.

L’altro giorno ti sei inzuccata e hai perso un pò di sangue. E fa strano vedere il tuo sangue. Non per la ferita in se. Ma per il semplice fatto che dentro quel liquido rosso c’è un’impronta genetica che è solo tua. Unica al mondo. Tu sola sai decifrare il codice di quell’impronta. Tu sola sai elaborare i codici delle tue emozioni.

Sei sempre così piccola tra le mie braccia mentre cerchi di prender sonno. Eppure sei così grande, al cospetto di questo piccolo mondo.

Sul divano la mamma mi guarda e mio chiede se sono felice di averti avuto; purtroppo il vero problema è che non riesco a ricordare la mia vita prima del tuo arrivo.