quasi fosse un gioco

Uno, due, tre, quattro. E poi sette, otto, nove e quanti altri? Ti ha divertito, quasi fosse un gioco. E forse era proprio un gioco. Sei passi, forse dieci, forse due. Non lo so, e non ricordo. Troppo emozionato per tenerli a mente. Troppo commosso per ragionarci su. Non era un gioco. Ti ha divertito ma non era un gioco: questa, piccola mia, è la vita. Piccole conquiste, grandi emozioni, traguardi che si avvicinano. Ma il segreto sta in quel sorriso. Ognuna di queste conquiste avranno più sapore, se saprai affrontarle con quel sorriso.

Certo, lo so, nulla di nuovo. La crescita di un bimbo è un percorso obbligato attraverso tappe fisse, a scadenze quasi regolari. Ma l’emozione di viverle in prima persona, la gioia di assaporarne l’istante…ti aiuta a respirare, a guardare avanti, a vivere con la finestra sul tuo domani sempre aperta.

re, principesse e stregoni

Notti insonni. Le gengive ti fanno male. A guardarle così non capisco come tu possa sopportare un dolore simile. La febbre sale, le tue guanciotte sembrano palloncini di fuoco. I tuoi occhi lucidi, dolci, teneri, indifesi. Un rantolio dal profondo della tua gola ti fa sembrare un cucciolo di leone che fa le fusa. Accetti con serena rassegnazione ogni nostra attenzione. Medicina, acqua, spremuta. Ti svegliamo in piena notte e penserai che in fondo ci sarà un motivo, e seduta sul letto, con gli occhi stropicciati dalla luce attendi paziente la tua sorte. Si stringe il cuore vederti così.

Ma io sono il tuo RE, e cavalcherò il mio cavallo giorno e notte, se sarà necessario, per trovare l’anziano stregone che preparerà per te la pozione magica che ti risolleverà. Sei la mia principessa, e quel che conta è il tuo sorriso. 

buon giorno principessa

E’ tardi. E’ tardissimo. Il biberon caldo tra le mie mani ti risveglia dal morbido tepore delle coccole di mamma. Accendo la luce e davanti ai tuoi occhi stropicciati il mio faccione barbuto ad augurarti un sereno risveglio: “buon giorno principessa”…

Abbracci la tua colazione come fosse un fiasco di vino e senza perderti una goccia deglutisci la tua dose di energia. Seduta, tra le braccia di mamma, diventi ogni giorno più grande e non c’è istante che non ringrazi il cielo (…) per avermi concesso di viverti.

Ma ora vado. E’ tardi e come sempre, come ogni mattina, arriverò in ritardo in studio. Con la manina mi saluti e le guance rosse di vita si plasmano in un roboante sorriso.

Ma perchè ogni volta bisogna rinunciare alle cose belle della vita?

…”Ci vediamo stasera”…