l’importanza di lavarsi i denti

Sai che c’è? C’è che mentre stamattina mi lavavo i denti tutto è diventato più chiaro. Non avevo mai visto con così tanta chiarezza la logica che unisce gli eventi, e come, questi, possano contribuire allo sviluppo della coscienza.

Sono padre, ormai, da più di un anno. Da quando sei arrivata tu la visione delle cose si è ribaltata, e, come usciti da una centrifuga, ogni valore, ogni principio hanno subito un processo di depurazione, di disinfestazione dalle condizioni esterne che per 34 anni hanno contaminato le mie convinzioni.

Vedi Alice: la realtà è che la vita è quella che è! Banale, ovvio. O forse no. Forse è davvero banale cercare di non ammetterlo. La vita non è nulla di quello che ci sentiamo raccontare. Giornali, televisioni, politica, sport, soldi, lavoro, aperitivi, sigarette, droga sono soprammobili per rendere la vita più piacevole, più condizionabile, più orientabile. Sono tutti tappi per raggruppare la nostra natura in barattoli. E su ogni barattolo l’etichetta: DROGATO. COMUNISTA. STAKANOVISTA. INTERISTA. RICCO. POVERO.

Tutte balle. La mia vita è te, me, la mamma, il cane. Le nostre famiglie. Il tuo raffreddore. La memoria. Il sole. I profumi. Il vento.

La vita è esattamente tutto ciò che c’è sempre stato e che ci sarà sempre. La vita è il ritmo del nostro respiro.

Arriverà per te un giorno, Alice, come per me è arrivato oggi, in cui ti accorgerai che è da qualche mese ormai, forse anno, che non ascolti il ritmo del tuo respiro. Conosco di te ogni piccolo particolare. Conosco ogni macchia, il colore dei tuoi occhi, ogni piccolo anfratto del tuo corpo. Eppure dall’ultima ecografia in cui eri ancora nella pancia della mamma non ho più ascoltato il battito del tuo cuore. Ti ho studiato in tutti i tuoi particolari. Ma non ho più sentito il pulsare della vita dentro di te. E credimi: non c’è nient’altro che conta.

Ciò significa che tutto il resto è “tutto il resto”. Non meno importante, non inutile al raggiungimento della felicità. Ma è tutto il resto! Tutto il resto è il formaggio sulla pasta. E’ la nutella spalmata sul panino. E’ la copertina di un libro. E’ la fototessera sul passaporto.

Mi risciacquo i denti. Muovo l’acqua contro il palato, ben attento di togliere il dentifricio dai denti. Mi guardo il collo della camicia allo specchio e scopro di non aver infilato le lancie del colletto. Calcolo a mente quanto manca ancora alla primavera. Poi la mamma da su mi chiama: “ti ricordi di portar su le scarpine di Alice?”

Capisci?

laddove siamo sempre stati

scale.jpgProvare. Per poi sbagliare. Ritentare. Per riuscire. Ed imparare. Per non sbagliare più.

Un gradino, poi l’altro. Una volta, 100 volte. Alle tue spalle ci siamo noi. Non aver paura. Prova. Sbaglia. Ritenta. Non sarà l’errore a rendere il tuo tentativo un fallimento. Potrai cadere ma non sarà una botta a fermare il tuo impeto e la tua audacia. Rimani così. Sempre così. Un obbiettivo: quello sempre. La forza di provare: non puoi farne a meno. La salute per porti ogni volta obbiettivi diversi: è l’unica cosa che conta veramente. E quando sarai lassù, in cima alla scala, dopo fatiche e lividi, voltati: mamma ed io saremo dove siamo sempre stati, dietro di te, attenti a rialzarti se il dolore si faceva più forte, se la paura minacciava di soffocare il tuo entusiasmo, se, semplicemente, un sorriso poteva incitare la tua fatica.

Sei la cosa più bella che ci poteva capitare!

cavolo!

Quante cose accadono in un mese. Tipo di tutto. Tipo quella miriade di cose che se le associ ad una vita di 34…ops, 35 anni sembrano poca roba ma che se ne analizzi l’intensità dei sentimenti e delle emozioni generate, pare un secolo.

Potrei riassumere con un semplice: “cavolo!”. Ed in effetti è esattamente quello che farò. Cavolo che vita! Ripartiamo da un anno fa. Il nove gennaio iniziava tutto, ricordo bene. Il nove gennaio era, è e sarà un giorno speciale.

Dovrei parlare per ore. Dovrei raccontare tutto per filo e per segno. Per un mese non sono riuscito ad aggiornare il blog ed ora, essendo i miei post immediate trasposizioni su video di emozioni e sensazioni uniche, dovrei ripercorrere attimo per attimo e ripartire da capo. Non ci riesco. Troppo complicato. Troppo lento. Troppo. Allora facciamo che tengo quella esclamazione che racchiude tutto, e dentro se stessa riesce a trattenere quello che provo e che ho provato.

Cavolo!

PS: Un ricordo al mese trascorso. Un ricordo a chi c’è stato e a chi non c’è stato. Chi c’era ed ora non c’è più, e chi non c’era ed ora è entrato nel mio cuore. Un ricordo alle lacrime che non sono riuscito a liberare ed ai sorrisi che non sono riuscito a trattenere. Riparto da qui…