i tuoi capelli rossi

Quanta allegria. Il Natale accende luci e colori e davvero non stai più nella pelle quando una pallina luccica dall’albero. Passata l’accecante gioia dei regali di Santa Lucia, la tua prima Santa Lucia, vivi in una serenità che davvero, per me e mamma, risulta contagiosa. Il tuo desiderio di camminare e muoverti e indaffararti con qualsiasi cosa ti capiti a tiro è davvero l’effetto di una continua scoperta, una continua esplorazione di quanto, questa vita, ti sta con stupore offrendo. Quanta gioia in ogni tuo tentativo di comunicare. Ogni verso, ogni strillo. Hai un appetito che davvero non ha pace. Assaggiare qualsiasi cosa, ma soprattutto…da chiunque! I tuoi capelli rossi resistono, alla faccia di chi continuava “ah…li cambierà, vedrete, li cambierà…”. Il tuo profumo è droga. Il tuo respiro profondo, quando, il fine settimana, trascorri le prime ore del mattino nel letto con noi. Le silenziose evoluzioni sul divano la sera, prima di  prender sonno. E poi hai imparato a battere le manine. A fare il verso degli indiani. A soffiare sul fuoco. Grazie. Di tutto questo e di molto, molto altro.

le luci di berlino

Una doppia fila di mattoncini lungo le strade e le piazze ci chiedono di non dimenticare. Il freddo finalmente taglia la pelle e le nuvole nel cielo nascondono l’azzurro del cielo di un lungo inverno del nord. Ogni cosa, ogni luce, ogni riflesso sono un tuo interesse. Il mondo è una porta aperta sul tuo domani, e proprio qui, in questa enorme città, il domani si respira, si tocca, con un fervore che ci spinge a credere che davvero al di là del muro tutto può succedere. Le luci del natale appaiono come un eccessivo tributo alla modernità, che a fatica cerca di tenere imbrigliati i ricordi ed i valori di una calda tradizione. E’tutto il giorno che stai seduta nel tuo caldo passeggino e ora proprio non ne puoi più. Saliamo in hotel; la camera 654, esageratamente accogliente, ormai ha perso la sua informale eleganza e si è trasformata nel nostro comodo nido, per le prossime notti. La mamma, con una abilità ormai accademica, ti prepara la pappa tra mille ingredienti e polveri magiche. Gattoni sulla moquette chiara e sofficie, ti appoggi alle vetrate alte e punteggiate dalle prime gocce di pioggia. Sotto i tuoi occhi Berlino. Tra le tue braccia aperte tutta la gioia di vivere. Al di qua del vetro un miracolo continua a stupire il mio cuore.

Con cautela ti giri a guardarmi, goffamente alzi una mano in mia direzione, come a chiedere: “viene a vedere papà…” poi ti rigiri verso le luci della sera. Sul vetro l’impronta della tua manina ha lasciato una macchia di condensa. Con il ditino indichi chissà cosa, forse tutto, forse niente. L’importante è che mi avvicini a te, a respirare la stessa aria, a godere della stessa gioia.

Quanto sei diventata grande!