lingua!

Lingua! Si chiama lingua! Quella cosina rosa che si muove sempre in bocca e non riesci a mandar giù? Quel vermiciattolo che se lo schiacci tra i dentini si sente pizzicare? Quella strana lumachina che se vuoi entra ed esce dalle labbra, e poi va su, e giù, e a destra e ancora dentro? E non riesci ad afferrarla con le ditina, perchè è troppo veloce? Lingua! Certo, ce l’ho anch’io. Anche la mamma, certo. Sì, tutti abbiamo una lingua, vedi? E se vogliamo possiamo farle fare tutto quello che fa la tua: dentro; fuori; a destra; a sinistra…

Grazie. Per quello che sei. Per come sei. Per come ci fai sentire. Ogni giorno. Ogni minuto.

tutto merito del tappeto nuovo

Non ne sentivamo la necessità. “Ormai” – ci dicevano tutti – “imparerà direttamente a camminare”. Ed in effetti ormai è questione di attimi. Ogni volta che provavi a gattonare ti ritrovavi a nuotare sul pavimento, distesa a pancia in giù. Poi ieri. Il tappeto nuovo, non nascondiamocelo, ti aiuta parecchio, più che altro a non scivolare. Ma quella pallina troppo distante da te era diventata una questione di orgoglio. E se è vero che come dicono “hai il carattere di papà” (povera te) quella cavolo di pallina doveva diventare tua prima che Tez, cocciuto e peloso, finisse col morderla! Un metro e poco più. Io e mamma abbiamo assistito come al nuovo record del mondo di Bolt sui 100m. E con gli occhi rossi abbiamo festeggiato con te. Per la pallina e per quel piccolo metro.

Poi, sul soffice tappeto nuovo, con la schiena appoggiata al divano, seduta sulle mie gambe, a leggere il libro, ad ascoltare la mia voce, illuminati dalla luce tremolante del camino a vivere quegli attimi che rendono la nostra vita una vita speciale.